Strage di Brescia, le ultime sul processo

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È, ripreso aopo la pausa estiva, il processo per la strage di Piazza della Loggia.

“A rispondere dell’attentato del 28 maggio 1974 che costò la vita a otto persone, davanti alla corte d’assise presieduta da Enrico Fischetti (a latere Antonio Minervini), ci sono cinque imputati. Rispondono di concorso in strage Delfo Zorzi, ordinovista veneto che vive in Giappone, Carlo Maria Maggi, medico mestrino con funzioni organizzative e direttive in Ordine Nuovo, Maurizio Tramonte, collaboratore dei servizi segreti, noto come “Fonte Tritone” collaboratore pentito, Francesco Delfino, ex generale dei carabinieri e Pino Rauti, padre storico di Ordine Nuovo.

Gli imputati si sono ridotti a cinque a luglio, dopo la morte di Gianni Maifredi, l’uomo di Delfino, infiltrato nel Mar di Carlo Fumagalli.” (Bresciaoggi – Wilma Petenzi).

Dopo 60 udienze il processo è circa a metà del cammino.

“Sessantuno udienze per sentire circa la metà dei testimoni, un’altra sessantina per arrivare alla fine? Conti alla mano il processo per la strage di piazza Loggia, che ha preso il via il 25 novembre del 2008, potrebbe arrivare a conclusione entro l’estate prossima.

La Corte d’assise, infatti, ha impresso un’accelerata al calendario delle udienze portandole da 8 al mese a 10 e lasciando chiaramente intendere di essere pronta a revocare delle testimonianze qualora le circostanze sulle quali i testimoni saranno di volta in volta chiamati a deporre siano evidentemente superflue rispetto all’oggetto del pro­cesso e alle accuse mosse ai cinque imputati.

Terminata poi l’escussione dei testi dell’accusa dovrebbe essere il tur­no degli imputati.

Sarà poi la volta dei testi delle parti civili e delle difese. Un numero de­cisamente inferiore rispetto a quelli dell’accusa, costituita dai P.M. Ro­berto Di Martino e Francesco Piantoni, che si preparerà alla lunga requisi­toria forse già prima dell’estate.”(Giornale di Brescia – Pierpaolo Prati) Questo processo costituisce ormai una grande antologia dell’eversione e delle stragi degli anni settanta, e di fatto si configura come un maxi-processo con una lista di circa duemila testimoni che viene ridotta da acquisizioni di verbali di quattordici persone decedute, e dove si discute sull’acquisizione degli atti di 28 uitraottantenni e dove ancora si è costretti ad acquisire verbali di persone oggi in gravi condizioni di salute.

L’attenzione non deve calare proprio perché, pur con tutto il tempo passato, questo è “ultimo processo per le stragi degli anni settanta e perché lo spaccato dell’eversione di destra racconta di una naturale frequentazione di armi ed esplosivi da parte dei suoi esponenti per raggiungere l’obiettivo del sovvertimento dell’ordine repubblicano.

Il fatto che a quarantanni dall’inizio della strategia della tensione, con la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, non siano stati tro­vati colpevoli e tanto meno si sia ricostruito il tessuto dei mandanti e dei fiancheggiatori richiama tutti i cittadini democratici al dovere di conoscere e seguire quei fatti, ancora oggi attualissimi, scarsamente

seguiti dalla stampa nazionale, che troppo sbrigativamente si vuole far rientrare in pagine di storia passata da dimenticare.

Strage di Brescia, le ultime sul processoultima modifica: 2009-12-21T09:17:00+00:00da anpironc
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